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Le implicazioni della riforma fiscale statunitense per i mercati sono poco chiare
L’impegno a rivedere il codice tributario statunitense è stato assunto da molto tempo (oltre tre decenni), ma quest’anno si è finalmente concretizzato. L’approvazione di questa radicale riforma fiscale da parte del Congresso inciderà sulle persone fisiche, sulle imprese e sull’intera economia. Ed Perks, Chief Investment Officer, Franklin Templeton Multi-Asset Solutions, illustra le sue prospettive circa le probabili implicazioni economiche e per i mercati.
In linea di massima, il mercato sembra avere scontato l’approvazione del disegno di legge di riforma fiscale e pertanto non ci attendiamo notevoli reazioni nel momento in cui con la firma del Presidente Trump sarà trasformato in legge. Alcuni osservatori di mercato si sono dichiarati ottimisti riguardo a una fase rialzista per le azioni e per l’economia complessiva indotta dalla riforma fiscale; tuttavia, la realtà è che ci saranno sia vincitori che vinti, e in ultima analisi non sappiamo quale sarà l’entità dell’impatto. Intendiamo evidenziare alcune aree per le quali che a nostro giudizio l’impatto sull’economia e sul mercato potrebbe essere più ampio.
Aliquote delle imposte sul reddito delle società
Nella versione del disegno di legge di riforma fiscale uscita dalla riconciliazione tra Camera e Senato, le aliquote delle imposte sul reddito delle società sono state ridotte dal 35% al 21%%, una percentuale non così bassa come nelle precedenti versioni della legge, ma comunque piuttosto significativa. Sembra ovvio che la riduzione delle aliquote delle imposte sul reddito delle società statunitensi sia destinata a creare redditi al netto di imposte più elevati per le aziende, destinati a loro volta a imprimere slancio all’Indice Samp;P 500 e ad altri indici di mercato primari. Tuttavia, alla luce delle differenze significative tra le attuali aliquote d’imposta effettive delle società, gli impatti a livello di utile netto dopo le imposte esercitati dal disegno di legge fiscale in realtà varieranno notevolmente da un’azienda all’altra.
Un’aliquota fiscale ridotta sugli utili esteri rimpatriati e il pagamento retroattivo obbligatorio su tali utili conseguiti in passato incrementeranno verosimilmente la quantità di liquidità rimpatriata negli Stati Uniti. Tale rimpatrio di liquidità potrebbe portare a potenziali incrementi di riacquisti di azioni proprie, dividendi e spese in conto capitale (capex) all’interno degli Stati Uniti. Le spese in conto capitale potrebbero poi ricevere un ulteriore impulso dall’ammortamento accelerato.
Molti osservatori inoltre sono certi che la riforma fiscale sia essenziale per rafforzare la crescita economica statunitense. Nel complesso, riteniamo che la legge fiscale possa incentivare una maggiore crescita del prodotto interno lordo (PIL) statunitense, ma dovremmo elaborare alcune ipotesi positive. Lo scenario “Goldilocks” è una situazione in cui la combinazione di aliquote di imposte societarie più basse, aumento degli utili esteri rimpatriati e ammortamento accelerato determinano complessivamente maggiori spese in conto capitale all’interno degli Stati Uniti, contribuendo così a un ritmo di crescita economica più elevato in futuro.
Ciò detto, i fattori che influenzano la crescita economica sono complessi e le imposte sono solo uno degli aspetti.